La convenzione fiscale Italia-Emirati Arabi Uniti
Italia e UAE hanno stipulato una convenzione contro la doppia imposizione (CDI), in vigore dal 1997. Questo trattato regola la tassazione dei redditi percepiti da residenti di uno Stato nell’altro, evitando che lo stesso reddito venga tassato due volte.
Redditi immobiliari
Secondo la convenzione, i redditi derivanti da beni immobili (affitti) sono tassabili nello Stato dove si trova l’immobile. Poiché a Dubai non esiste tassa sul reddito, non si paga nulla localmente. Tuttavia, se sei residente fiscale italiano, devi dichiarare questi redditi in Italia e pagare l’IRPEF ordinaria, senza poter scomputare alcun credito d’imposta estero.
Plusvalenze immobiliari
Le plusvalenze dalla vendita di immobili sono tassabili nello Stato dove si trova il bene (Dubai = zero tasse). Per un residente fiscale italiano, se l’immobile è detenuto da meno di 5 anni e non costituisce abitazione principale, la plusvalenza potrebbe essere tassata in Italia. Oltre i 5 anni, la plusvalenza non è generalmente tassabile.
Come evitare la doppia imposizione
La strategia più efficace è il trasferimento della residenza fiscale negli Emirati. Con residenza fiscale a Dubai, i redditi immobiliari locali non sono tassati né a Dubai né in Italia. Tuttavia, il trasferimento deve essere effettivo: presenza di almeno 183 giorni, centro degli interessi vitali, e cancellazione dall’AIRE nei tempi previsti.
Domande frequenti
Se vivo in Italia e ho un immobile a Dubai, pago tasse in entrambi i paesi?
No, non in entrambi. A Dubai non paghi tasse sul reddito. In Italia paghi l’IRPEF sugli affitti percepiti e l’IVIE (1,06%) sul valore dell’immobile. Non c’è doppia imposizione, ma c’è comunque imposizione italiana.
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